Prima
detenuto, poi evaso e inquieto clandestino, infine zombie. È
l’aldilà l’ultimo altrove di Jack Folla, la regione più
ineffabile e libera dell’esistenza e del pensiero.
Immateriale, senza tempo e gravità, l’animo di zombie
sorvola le pieghe più intime e scabrose della terrena
attualità; esplora dalle più remote e surreali latitudini,
passioni e irrequietezze, disillusioni e sogni.
Morire per rinascere è la metafora romantica e paradossale
che decine di migliaia di “zomberos” hanno fatto propria
grazie alle onde di Radio 24, che dopo tre anni di silenzio ha
riportato a miglior vita la voce più appassionata e scomoda
dell’etere. Zombie fa della sua non-vita l’irrinunciabile
occasione per essere vivo più che mai. Impalpabile e
presente, liberato dagli ormeggi delle omissioni e delle
convenzioni contingenti, può dissertare di emozioni,
turbamenti, nostalgie con gli scrittori amati e non più in
vita, con i fari illuminanti della sua perduta temporalità.
Tra i vivi apparenti, zombie ha scelto il mondo dei morti
apparenti, di chi non si è arreso. Schierato sempre sul
versante più controverso delle vicende piccole e grandi della
Terra, non ha mai smesso di chiedersi perché, né ha mai
preso per buone le risposte del pensare unico.
Agli “zomberos” che lo hanno ascoltato sulle frequenze di
una sensibilità condivisa o su quelle di un’accesa
polemica, è dedicata questa raccolta di brani. A tutti loro,
come sempre, con tenerezza e rabbia.
(tratto
dal sito www.diegocugia.com)