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"Vuoti
a rendere. Poesie sostenibili 2001-2006"
Niro Raffaele
I
quaderni dei LettoriEditori del Rhymers' Club
Euro
5,00
recensione
di Cesare Lorefice
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Il
valore della Poesia di Raffaele Niro, l’Alma Poiesis,
sta già nel titolo della sua Raccolta “Vuoti a
Rendere”. Epico poema di tutti noi pacifici inutili
inermi irrassegnati figli del dubbio: "così che
ora credo nell’uomo/ confido nel suo spirito/ critico
e lodo i crocevia/ edificati su fondamenta del dubbio"
(philo). Ed
è subito poesia: “giocate pure a fare la guerra
signori potenti della terra…. giocheremo tutte le
nostre carte/ dalle matte alle penne a coorte/ e
schiereremo flotte di navi/ di carta armate di poemi
soavi …”(ballatine
per re minori). Come
delle bottiglie o qual si voglia contenitore, cui è il
contenuto a dar loro importanza mentre da vuoti non
valgon nulla, son solo dei
vuoti a rendere, come dire che privi di anima o animo
siamo dei corpi vacui d’ importanza: "la
vera morte/ è il non prestare/ più ossigeno/ al mare"
(siccità). E
più avanti: "…è la resa dei sogni
di
chi vuol spingersi/ così in fondo a se stesso da non
trovare nulla/ quando basterebbe varcare il confine dell’egoismo/ per diventare il conduttore perfetto/ che non
perde l’identità, sua, mia, tua" (Mento,
l’isola). Oppure in canzone
dei giorni feriali: “gira il mondo intorno al
sole/ e sul suo asse… eppur senza rancore canta/ e
senza clamore vanta/ mantenere il passo/ al ritmo della
terra”. |
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In
teoria
evoluzionista pesano ancora, e maggiormente, le
ragioni di un oblio lungo che, finalmente, trova la
qualità tesa ed estrema di un recupero felice e la
felicità è offerta da una robustezza di visione, e
direi, di visitazione per cui le ombre che si susseguono
nello squallore e nell’etimologia d’una passione
emblematica, si trasfigurano lentamente in una serie di
corsi e di ricorsi fantomatici ma pur sempre certificati
da una limpida autenticità che, dolcissimamente,
costruisce un mondo, un piccolo mondo in cui però si
radica un universo con le sue leggi e le sue forme fitte
e talora incalcolabili: “ ...sono stato e sono
l’idea di un’idea/ d’individuo e la porta aperta
al diverso./Sono quel che sarò perché sono stato”. E
che fior di contenuto nel contenitore! Leonardo, Umberto
Eco, Zenone con i suoi paradossi, Dante, Montale,
Lorenzo Giuliani che compone versi innocenti… Moravia
senza riposo, la Storia di Elsa Morante, i Ragazzi della
via Pal, i caratteri mobili di Gutenberg, la penna a
sfera di Birò, l’essere e il nulla di Sartre, etc….
La
verità è che ci troviamo di fronte a una misura
originalissima i cui temi di fondo trovano l’urgenza
ultima e si sovrastano e si giustificano in una sintassi
accumulata che è la struttura e la prospettiva in cui i
personaggi si riconoscono e si reinvestano, in un
preciso ed esemplare ritmo emozionale : "…l’evoluzione/
umana/ è un processo/ individuale" (sorrido),
come dire ogni individuo siamo responsabili
dell’evoluzione di tutti.
O dell’involuzione “… quando il ritmo/della
vita/ perde la rima/ e fa scempio/ dell’intelligenza."
(Fallujah).
“Parole,
parole, stupide parole” (in/out-put) , ma quanta forza in queste parole. E
la serietà, la severità dell’argomento son
alleviati dal ritmo, dalla musicalità, coinvolgenti
come un lamento gitano di Flamenco . “Incolore alla
malora/ salvo di Pandora/ il vaso, eroso/ dal silenzio
globale”.
E’
questo il tributo che merita la poesia di Raffaele, come
la Speranza rimasta sola nel vaso di Pandora,
la speranza in un mondo migliore, ”Come la gioia di
Neala/ Nell’insegnarmi a ridere/ Ed a
lasciarmi meravigliare/dal nulla d’oro.
Grazie
Raffaele per aver lasciato meravigliare anche noi
! e che non abbia mai fine la gioia di
Neala ! (CESARE
LOREFICE)
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