|
Venezia
lido. Mostra del Cinema. Sala stampa. Interno Giorno. Ore 13.
L’anteprima
di INLAND EMPIRE è
terminata da poco. S’alza un giornalista con la spocchia:
“Mr Lynch, può spiegarci il senso del suo film?”
Oddiooooo
– prego io - Mr Lynch non dica nulla. Mi porti via…mio
bianconiglio…
“No”
sorride Lynch. E il giornalista mi tracolla accanto.
Grazie
Mr Lynch. Ora li mandi pure a quel paese.
Il
senso del cinema? Perché le nostre vite hanno un senso? Non
siamo forse noi testardi a costruirlo? Per controllarle
meglio. Perché così ci sembra tutto più leggero? Eppure lo
sappiamo: è un autoinganno bell’e buono!
Si
spiega forse una poesia? O il buon Picasso ha messo due
didascalie alle Mademoliselles
D’Avignon?
“I
miei film sono mondi da abitare”, sorride Lynch.
Su
misura – penso ad alta voce
- Io che oggi sono morta, mentre domani ho 5 anni.
Questa è la magia. Questo è l’IMPERO del sogno. Così
spegnete le luci e fatemi vedere.
Ohhhhhh!
Le
star non brillano più a Venezia. I film annoiano. Da Amelio
si dorme. Hanno applaudito? Sì, per risvegliarci! Ma io
sognavo Castellitto: il mio Leone
personale.
Ormai
Venezia ha sbaraccato. Il lido “…d’inverno
è un concetto che il pensiero non considera…”,
canticchia qualcuno, “…alberghi
chiusi, manifesti già sbiaditi di pubblicità...”
Mr
Lynch andiamo via, ovunque va bene, Mr Lynch.
|