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Brescia,
museo di Santa Giulia
Via
dei Musei, 81/b 25121 Brescia
28
ottobre 2006 – 25 marzo 2007
TURNER E GLI
IMPRESSIONISTI
La grande storia
del paesaggio moderno in Europa
“ Il Sublime è la sensazione che sta
tra il sentimento del bello e del terrore: il sentimento del sublime
nasce di fronte a oggetti e situazioni impossibili da controllare e
che quindi suscitano attrazione e repulsione nello stesso tempo.”
(Edmund Burke)
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William
Turner "Tempesta sul mare" 1840 - 1845 National
Museum
and Galleries of Wales, Cardiff |
Vincent
van Gogh "Paesaggio con covoni di grano e luna
nascente", 1889 Kroller - Muller Museum, Otterlo |
Siamo
a cavallo tra il XVIII e XIX secolo.
La supremazia della ragione e l’ordine logico vengono scossi da
nuove convinzioni: il primato dell’immaginazione, la potenzialità
dell’intuizione, l’importanza delle emozioni e dell’integrità
emotiva. Le
arti si fanno partecipi di questa rivoluzione e ogni genere di opera
artistica, poesie o composizioni musicali, non saranno più
considerate come mezzo per riflettere o imitare la natura ma saranno
intuizione della natura. Quest’ultima diverrà specchio
dell’animo umano e verrà mossa da forze impulsive atte a
distruggere e creare.
In
questi anni lavoreranno
Joseph Mallord William Turner (1775-1851) e John
Constable (1776-1837), immersi nella grandiosa stagione del
Romanticismo europeo.
Il
primo tenderà il suo arco pittorico al
maestoso e all’eroico, all’indomabile e all’ostile. In
lui confluiranno l’osservazione accurata e minuta degli olandesi e
l’immaginifico degli italiani. Prima attrice nei sui quadri sarà
la luce. Rappresentata con pennellate avvolgenti e dove il colore ad
olio è mischiato in liquidi strati di colore diafano chiamato
vernice trasparente pigmentata. Il pittoresco avvolgerà le tele di John
Constable ove gli elementi naturali saranno in armonia con
quelli artificiali: uomo e natura finalmente in coesione. Lui, che a
volte dipingeva en plain air, applica tocchi tremolanti densi ed
opachi sulla tela. In entrambi traspare l’amore per la natura che
impregna la poetica dei letterati loro contemporanei: Shelley,
Coleridge, Wordsworth, e Keats.
La
città di Brescia ospita la mostra TURNER
E GLI IMPRESSIONISTI La grande storia del paesaggio moderno in
Europa e sarà
sufficiente entrare nella prima sezione perchè l’occhio del
viaggiatore venga invaso da una nuova lirica nella quale la natura
si dissolve in una luce che non è più solo riflesso sul mondo, ma
entità atmosferica autonoma che avvolge la tela e chi la osserva.
La natura prima di tutto e sopra ogni cosa, la natura che è essenza
ed il paesaggio che è prossimità, assestamento dell’essere
stesso, la natura che è teatro di spostamenti di emozioni che
trascinano conseguenze inevitabili piene di luce.
La
seconda sezione è dedicata all’evoluzione del genere del
paesaggio. Prima semplice fondale dove la grande tragedia di Edipo
trovava il suo acme, poi punto di partenza per una rivoluzione
nell’atto del guardare. La natura è finemente guardata e amata
con uno sguardo più limpido e mai vuoto. Sarà questo il punto di
partenza per il giovane gruppo degli impressionisti.
La
terza sezione è un viaggio attraverso le foreste attorno a Parigi
come Compiègne, Montmorency e Louveciennes, fino a giungere a
Fontainebleau con le sue frazioni. Siamo nei primissimi anni trenta
e qui, sostarono coi loro pennelli Barbizon, Marlotte e Chailly,
Corot, Français e Huet seguiti da Diaz de la Peña, Rousseau,
Daubigny e Courbet. Il cuore della mostra, la quarta sezione,
racchiude 150 opere dai primi anni settanta, e fino agli
albori del nuovo secolo. Il primo momento vede tra gli altri Sisley,
Pisarro, Guillaumin e Caillebotte. Ma i veri fari furono Manet,
Gauguin, Monet, van Gogh e Cèzanne, tutti quanti intenti a
rielaborare la lezione dei vecchi maestri nelle foreste di
Fontainebleau. Gli impressionisti portano al limite la pratica en
plain air, iniziando e terminando sul posto i paesaggi. Questa
scelta era dettata dalla volontà di cogliere a pieno
l’immediatezza piacevole degli effetti di luce che la visione
diretta forniva. Una successiva rielaborazione in studio come da
pratica della scuola di Barbizon, avrebbe messo in gioco la memoria
che poteva alterare la sensazione immediata di una visione. Questa
sezione vuole testimoniare l’impegno di questi pittori di proporre
una visione diversa da quella proposta nei Salon. Un continuo
confronto che ha animato le esistenze degli Impressionisti sia che
lavorassero in perfetta solitudine o l’uno a fianco dell’altro.
La
mostra si conclude con la quinta sezione dedicata al giardino e
siamo già ben dentro il XX secolo. Lontana e vicina a certi quadri
di Turner che, già un secolo precedente, erano dispersione di
colore e nascita di luce.
Ilaria Fani
Orario
Dal
lunedì al giovedì ore 9-19
Venerdì
e sabato ore 9-21
Domenica
ore 9-20
1
novembre 2006 ore 9-20
1
gennaio 2007 ore 11-20
Chiuso
24, 25, 31 dicembre 2006
Biglietti
TIPO
1 (Turner e gli impressionisti + Mondrian + altre mostre)
"Turner
e gli impressionisti", "Mondrian. Ottanta
capolavori", "Licini" (dal 28 ottobre 2006 al 19
gennaio 2007), "Pirandello. Le nature morte" (dal 20
gennaio al 25 marzo 2007), Complesso di Santa Giulia, Mostre in
Castello, Pinacoteca Tosio Martinengo
Intero
€ 16,00
Ridotto
€ 13,00: studenti universitari con attestato di iscrizione, oltre
i 60 anni, gruppi (capogruppo gratuito), tesserati TCI
Ridotto
€ 10,00: minorenni
Ridotto
€ 9,00: scuole con due accompagnatori a titolo gratuito
Per
il diritto di prevendita, con esclusione delle scuole, € 1,50
TIPO
2 (solo Turner + altre mostre)
"Turner
e gli impressionisti", "Licini" (dal 28 ottobre 2006
al 19 gennaio 2007), "Pirandello. Le nature morte" (dal 20
gennaio al 25 marzo 2007), Complesso di Santa Giulia, Mostre in
Castello
Intero
€ 12,00
Ridotto
€ 10,00: studenti universitari con attestato di iscrizione, oltre
i 60 anni, gruppi (capogruppo gratuito), tesserati TCI
Ridotto
€ 8,00: scuole con due accompagnatori a titolo gratuito,
minorenni.
Altre
info per prenotazioni su:
www.lineadombra.it
info@lineadombra.it
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