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Raffaele Niro

 

parla di  "LettoriEditori"

 

a cura di 

 

Luigi Violano

E' nata a Milano nel settembre 2004 sulla falsa riga di quella fondata a Londra 113 anni prima, nel 1891, da Yeats ed altri artisti in una taverna nei pressi di “Fleet Street”: questa la fotografia istantanea del” Rhymers’ Club” ”italiano”, associazione culturale che, come l’originario circolo londinese, condivide i criteri di fondazione (anche questo sodalizio è nato per volontà di alcuni amici appassionati di arte, soprattutto di poesia), ma il punto d’incontro per i diversi soci locali e per quelli sparsi in tutta Italia non è tra le mura d’una taverna ma, nell’era di internet, nello spazio sconfinato della rete web, collegandosi al  portale www. rhymersclub. it. Punto di forza del sodalizio che a breve, dopo la modifica dello Statuto associativo avrà anche Distretto Locale  a San Severo (FG),  è la stretta collaborazione con altre realtà culturali. Ad oggi infatti, su scala nazionale, il Rhymers' Club collabora con: “Rudi Matematici” (rivista di matematica ricreativa), “Libri Nuovi” (rivista di recensioni librarie) e con le redazioni di: “Brigata Lolli”, “Fabbrica delle Idee Vision” e con quella web “Filosofia e Dintorni”. Quanto alle pubblicazioni, la sede nazionale ha già pubblicato: “Geometria dell'endecasillabo, vita di Karl Theodor Wilhelm Weierstrass”, narrata da Piero Fabbri e “Voci” (collettiva poetica 2006), raccolta di 12 poeti.  Tra i tanti progetti singoli, c’è anche ”LettoriEditori”. Per saperne di più in merito, abbiamo intervistato il segretario nazionale dell’associazione Raffaele Niro che, alcuni mesi fa, usufruendo del progetto, ha pubblicato la sua silloge poetica ”Vuoti a rendere. poesie sostenibili 2001-2006”.

 

 

Cos’è il progetto “LettoriEditori”?

“Solo un modo nuovo di pubblicare libri. Proponiamo ai frequentatori del nostro portale i singoli progetti chiedendo loro di finanziarli prenotando delle copie dell’opera”.

 

Come, quando e perché nasce?

“Siamo partiti a luglio scorso. Scopi dell’iniziativa sono: dare aiuto a chi scrive, valorizzare le potenzialità dei lettori, contemporaneamente editori del progetto e vero motore dell’editoria, promuovere un diverso concetto di accesso alla cultura attraverso alternative possibili quali: “produzioni dal basso” ed utilizzo delle licenze “Creative Commons” che, permettono la libera diffusione dell’opera artistica, senza scopi commerciali, purché non venga modificata”.

 

A chi si rivolge?

“A chiunque ha dei manoscritti nel cassetto e ha voglia di mettersi in discussione. A volte, i progetti proposti potrebbero anche non essere realizzati perché non raggiungono il numero minimo di prenotazioni stabilito dal comitato nazionale in 99 copie.”

 

Quali i requisiti necessari per aderirvi?

“Bisogna essere soci del “Rhymers’ Club”, condividere l’utilizzo delle licenze “Creative Commons”, aderire alla campagna contro il pagamento del prestito bibliotecario e utilizzare carta ecologica o riciclata per realizzare il progetto”.

 

Pensi che questa nuova “trovata” del “Rhymers’ Club” sia anche un modo per dissociarsi dalla triste realtà editoriale locale ed italiana in genere?

“Potrei dire di sì solo pensando ai diversi autori che stanno lavorando al proprio progetto editoriale tramite “LettoriEditori” perchè ignorati dai grandi o piccoli editori. Alcuni piccoli editori,  a volte, hanno chiesto fino a 4.500 euro, cifra troppo alta per un giovane autore, per pubblicare un romanzo”.

 

Come avviene la distribuzione dei libri stampati attraverso “LettoriEditori”?

 “Il problema della distribuzione è relativo per “LettoriEditori”. Ciò perché la maggior parte delle copie dell’opera in progetto arriva al lettore che, attraverso la sua prenotazione, lo ha finanziato precedentemente. Le restanti copie invece, vengono distribuite in conto vendita presso alcune librerie fiduciarie del sodalizio presenti, in Italia, a San Severo, Roma e Torino”.

 

Hai pubblicato recentemente, usufruendo di questa iniziativa, il tuo volume di poesie “Vuoti a rendere. poesie sostenibili 2001-2006”. Quali i giudizi della gente?

“E’un “libello” ricco di sperimentazioni linguistiche, la gente lo sta apprezzando. Si va dalla poesia enigmatica a quella metasemantica. Spesso ricevo, telefonicamente o via mail, saluti, complimenti, ringraziamenti, austere recensioni ed osservazioni circa le poesie preferite. Quando qualcuno ringrazia, capisco che la poesia è ancora viva. “Vuoti a rendere” nasce principalmente per recuperare la memoria storica che questa società sta perdendo, e per scuotere le coscienze umane”.

 

Oltre a te, ci sono altri autori locali che hanno pubblicato o pubblicheranno libri in tal modo?

“Abbiamo già una decina di progetti in via di elaborazione, due dei quali di autori locali, da proporre ai lettori. Stiamo lavorando con professionalità, nonostante lo facciamo solo per passione”.

 

Come dietro ogni progetto, c’è uno staff tecnico anche per “LettoriEditori”?

“Certo. Lo staff tecnico è costituito sia dal comitato nazionale dei fondatori del Rhymers’ Club, sia da alcuni volontari, soci o amici dell’associazione definiti ”lettori forti” che, seguono tutti i progetti”.

 

Come pensate di agire in futuro per divulgare maggiormente l’iniziativa?

“Lo faremo senza spendere tante energie che conserveremo invece per realizzare i progetti. Solo la qualità e la serietà del nostro operato serviranno a promuovere l’iniziativa”.

 

Credete sia opportuno coinvolgere associazioni, istituzioni o editori nel vostro progetto?

“Collaborare  con altre realtà culturali resta il nostro “punto di forza”. Nell'ambito del Distretto di San Severo abbiamo già avuto collaborazioni importanti con: la “Casa Ecumenica per la Pace Eirene” (dove è nato il gruppo di lettura “Il Mostro” che s’incontra tutti i mercoledì alle 19e30),  l’”Accademia del Lampascione” e  la “Mediterranea” (Compagnia degli Autori e Cantautori Indipendenti). Chiunque ami l’arte e rispetti il nostro lavoro è considerato nostro amico”.

 

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Rudi Mathematici

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