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Dieci domande 

Stefano Piccirillo

(dj di Radio Kiss Kiss)

di 

Veruska Armonioso

 

Benvenuto al Rhymers’ Club, Stefano. Per cominciare un nostro must: avresti voglia di presentarti ai nostri lettori con qualche parola che ti identifichi in modo intimistico e personale?

Stefano e' un mondo e come tutti i mondi devi conoscerlo, esplorarlo, viverlo.

Non conosco la superficialità, ci provo a volte ma mi risulta difficile anche quando dovrei essere leggero.

Infatti la leggerezza e' solo fisica,legata al mio fisico magro, asciugato dalle energie che consumo per alimentare altresì la mia costanza, la mia voglia di fare, vivere, sognare talvolta.

Sono uno che non molla tanto facilmente, ce ne vuole un po', diciamo che devi ammazzarmi un paio di volte ed una terza per essere proprio sicura!

Sono un passionale, uno che dice molta verità indipendentemente dal contesto.

Adoro emozionarmi, odio il piattume.

Molte emozioni, molta vita.

La tua carriera è lunga e ricca di interessanti esperienze e grandi successi, ma come dicevi in un’intervista rilasciata per tv sorrisi e canzoni qualche settimana fa, anche piena di dure salite e cadute. Cosa si è nascosto (e cosa si nasconde) dietro all’apparentemente spensierata voce di uno speaker radiofonico ed in particolare dietro alla tua?

Si nasconde talvolta la gioia di una bella giornata o il dolore di una perdita. Si nasconde (ma mica tanto) l'amore smodato per il mio lavoro ed il senso di professionalità che mi appartiene naturalmente. Si cela il rischio quotidiano nel fare i conti con il gradimento del pubblico, di essere consapevoli che entri in tantissime vite diverse dalla tua quando parli e che la tua deve essere messa da parte o esposta nelle sue parti

più ilari. Che i tuoi dolori deve curarli chiunque tranne gli ascoltatori e che devi essere te stesso. Un bel po' di cose ... mettile insieme.

Napoli, la tua città e la città dalla quale trasmetti il tuo programma, in questi ultimi tempi ha subito duri colpi al cuore e ai fianchi. Che difficoltà si riscontrano e che posizione si assume in casi come questi in cui, per ragioni lavorative, ci si trova a dover assumere il ruolo di intrattenitore mentre fuori c’è un vero e proprio tumulto?

A maggior ragione dobbiamo lavorare tutti, proprio perché siamo a Napoli, con convinzione e profesionalità per dimostrare che esiste una Napoli creativa, forte, pulita e fortemente benvoluta dai nostri ascoltatori

in tutta Italia. Una realtà come la radio che parte da Napoli ha il dovere di proporre spontaneamente la sua forza positiva con la consapevolezza di esporre anche le problematiche ma in modo efficace, specifico e costruttivo. Saper essere coscienti della realtà, ma essere in grado di cavalcare la tigre tanto per intenderci. Dividere gli aspetti negativi dai tanti positivi e reali.

Metropoli è il programma radiofonico che conduci dal lunedì al venerdì, dalle 17 alle 19, sulle frequenze di Radio Kiss Kiss. Stefano Piccirillo e la sua metropoli personale, da chi e da cosa è popolata?

E' popolata da persone, colleghi, amici, donne, passioni e storie. Tante storie fatte di famiglia, di amore, di amicizia e anche di solitudine. Qualche volta bisogna saper stare da soli con se stessi per il benessere del proprio equilibrio. Non mi aspetto mai nulla e questo è l'unico ‘espediente’ affinché il nulla rimanga lontano il più possibile.

Amo i film, leggere (ma va?) viaggiare, incontrare persone che possano darmi qualcosa e imparare si..questa è la mia metropoli dove imparare ogni giorno.

Cosa ama ‘ascoltare’ Stefano Piccirillo fuori dagli studi dalla Radio?

Amo ascoltare i miei colleghi che trasmettono, perché mi fanno compagnia come degli amici. Amo sentire le voci, ascolto poca musica in realtà, aspetto che qualcuno parli. Se non devo sentire la radio allora si va di Burt Bacharach, di colonne sonore, di Raf, Giorgia insomma, mi perdo nella memoria musicale! Ascolto meno musica straniera e più musica italiana, adoro Niccolò Fabi ma anche tanti altri.

So che da qualche mese hai finalmente realizzato uno dei tuoi sogni, vale a dire scrivere di musica su un importante periodico italiano. Come ti sei preparato per questa nuova sfida e quali sono stati i primi riscontri?

è nato tutto per caso. Stavo solo ponderando l'idea di ritornare a scrivere come facevo qualche tempo fa. Ho conosciuto per altri motivi il capo redattore di Vera Magazine e dopo qualche chiacchierata sono andato a

trovarli a Milano, lì ho conosciuto Simonetta Basso,il capo, che mi ha proposto di intervistare le star della musica italiana per far conoscere ai lettori il loro legame con la città nativa. è impegnativo trovare un artista che sia disposto a mostrare anche il suo "personale" non musicale ma è stimolante tentare l’impresa ed enormemente appagante riuscire nell'intento!

Poi e' nata anche la collaborazione con il quotidiano "Il Roma" dove mi occupo degli spettacoli e della musica, grazie alla fiducia di Diego Paura che, a dispetto del cognome, non ha paura di farmi scrivere!

Veniamo a noi, Signor Piccirillo. C’è un grande progetto che ormai è quasi sul punto di ‘venire alla luce’. So che per ragioni scaramantiche e ‘contrattuali’ non puoi parlarne come vorresti ma, visto che l’argomento è particolarmente caro e vicino a noi del Rhymers’ Club, non vorresti almeno darci, in via del tutto eccezionale, qualche succosa anticipazione?

Mh, vediamo…scrivere qualcosa che sia un po' più lungo di un pezzo sul giornale, forse? è una passione che cerco di suffragare con qualcosa di bello da leggere. Non sta solo a me, dipende da tante combinazioni… Ho sempre desiderato raccontare la mia vita, vero è che non tutte le vite valgono la pena di essere raccontate, ma credo fermamente nel potere identificativo del lettore con il vissuto dell’autore … incrociamo le dita sperando anche che un'autrice di mia conoscenza mi dia una mano...

So che ami leggere e che uno dei tuoi scrittori preferiti è Andrea De Carlo. Potendo estrapolare da libri diversi alcune parti per creare ‘il libro perfetto’ a quali titoli attingeresti e perché?  

Ci sono descrizioni di emozioni che, credo, solo lui sa fare. La nuova quotidianità del protagonista di "Tecniche di Seduzione" (il primo libro che ho letto di Andrea De Carlo),l'approccio con la città di Roma dal

punto di vista personale, geografico e dei giochi di potere è coinvolgente. Così come la caduta da cavallo ne "il momento", rispecchia la slow motion delle gioie e dei dolori dell'uomo che si rende conto solo dopo dell'assenza delle emozioni da lui stesso celate in una sorta di anfratto. Per continuare con l'amicizia, sentimento descritto doviziosamente in "Due di due" o il desiderio di congiungimento con un'amante lontana in

"arcodamore". Mi piace citare anche un'altro scrittore, Lorenzo Licalzi e la bravura da lui palesata nel descrivere la trasformazione del protagonista

di "il privilegio di essere un guru".

Se ti venisse regalato un giorno da Dio, in cui fossi legittimato a fare e dire ciò che vuoi senza censure, giudizi e ripercussioni, come lo investiresti?

Via il petrolio e la guerra, sul serio. Una casa stile Dallas, con la donna della mia vita. La direzione artistica della prima radio in Italia e la salute ed il benessere per i miei cari ed i miei amici.

Sarò scontato ma abbiamo talvolta fame di cose scontate.

Stefano Piccirillo a quarant’anni (manca poco se non sbaglio) come sarà?

Ogni giorno per me è davvero la scoperta dell'America, in tutti i sensi. Non lo so, così come domani non so cosa mi capiterà.

Sembrerò prevedibile ma è esattamente il contrario, è che non capita quasi mai di ritrovarci come ci siamo immaginati qualche tempo prima…

Grazie ancora per la tua disponibilità e ricordati che vogliamo essere i primi ad avere tutte le novità sulla tua nuova ‘avventura’ professionale per la quale ti facciamo un grandissimo in bocca al lupo!

Crepi il lupo e grazie a te.  

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Rudi Mathematici

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