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Silvia Nadalini
Moleskine n. 4
Ed. Rhymers' Club

e-book copyleft

Per Silvia Nadalini la poesia non è solo un costrutto di parole od un atteggiamento "Forse per sentirsi poeti/Non basta un impermeabile grigio/Due caffè sul tavolino di ferro e di vetro/Questo foglio scarabocchiato nell'attesa" ... (Anni Dopo). La poesia è si qualcosa da aspettare "Appeso da secoli al filo io aspetto ...(L'Appeso)...e vedo il mondo con i miei/ Occhi rovesciati... Non ti inquietare impara ad aspettare". Però bisogna smetterla con la presunzione di essere degli eletti che la poesia ha un ruolo liberatorio e demistificante nei confronti degli altri,un ruolo salvifico. Noi scriviamo anzitutto per noi stessi "Perché quello in cui ci perdemmo/Resti per sempre,amore, tuo e mio soltanto" (Luna tu dici), ed attraverso le parole riusciamo

 a comprendere direttamente con il linguaggio delle emozioni, che è il linguaggio dell'anima, molti eventi della nostra vita. La vita è "un libro scordato aperto... - ed è il poeta a leggerlo.. .avverto allora vita/Sottile il tuo respiro/Punta dritto a cuore mio" (Città di Mare). 

Per Silvia la poesia è il messaggio della vita: ed il poeta non può chiudersi nella turris ebumea, oppure fare la voce solitaria che grida nel deserto, o discutere con pochi eletti nei circoli delle catacombe. Io scrivo alla stessa maniera di come respiro, di come mangio,di come amo. "...Questo dice il Prof. Big Brother/Sarebbe giusto da fare in conseguenza /Chiuderci nella tana con la realtà virtuale /Ma al cuore dell'uomo non gli piace /Ascoltare queste lezioni /Nuotare col salvagente /Andar piano piano, vestir di grigio/ Marciare silenzioso a capo chino/Volgere lo sguardo per non vedere/Aver paura del vicino allora/ E' importante come un rito di mattino/Egg and bacon, cup of tea, cappuccino... Convivere con la Morte vuol dire/sia pure oggi il mio ultimo giorno/Comunque sia su questa terra io/Vivo perché amo sono libero/E respiro" (MR. Hartmann in London Underground) Una vita senza paure né compromessi ... "Mai ho scelto la via più facile e breve/Mai quei dolci declivi verso il nulla/Mai le convenzioni,le pretese /Le anestesie nella vita quotidiana /Mai i baratti ai saldi di stagione... ( Mai ). Grazie Silvia per questa lezione di vita che ci sai dare: il poeta deve esser vitale. Silvia sicuramente lo è, e scrive in modo leggero e leggiadro senza orpelli, né perifrasi, né giochi di parole o frasi altisonanti od immagini estreme... e poi non porta l'impermeabile grigio o lo sciarpone! "L'uomo non conosce quale sia/ Il tempo dato per vivere e morire/ Ma abbiamo fame,abbiamo sete/Come fiere inquiete silenziose/Vento di Maestrale, e poi " (La Terra Arsa).

E poi Silvia la Poesia.

recensione di Cesare Lorefice

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