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Tiziana Verde
"L'ordine del vento"
Ed. Filema

Euro 6,00

La città è Napoli, ma non solo, gli anni quelli della guerra tra cutoliani e clan della nuova famiglia, ma non solo.

Il mix che ritroviamo ne “L’ordine del vento” di Tiziana Verde – napoletana che vive e lavora a Modena e che ha già pubblicato il racconto “L’uccello di fuoco” nella raccolta dei Nuovi Narratori Campani della casa editrice Guida – è composto da amore e passione, violenza sì certo, ma soprattutto dell’immobilità dello stato delle cose più che delle pistole e delle bombe, e da fantasia e realtà. 132 pagine che vi faranno vivere emozioni vere, ben lontane dalla routine di gesti veloci e standardizzati. In “L’ordine del vento” si scava a fondo, l’autrice scava a fondo, la cercatrice d’oro cerca i sentimenti e li trova, e li mostra al lettore con una semplicità disarmante.

“Io in questo vento abito”.  E’ il vento che stacca da una vetrina una poesia di Eduardo e la porge alla ragazzina il giorno in cui Eduardo De Filippo muore. L’ordine del vento, appunto. Mettere le cose fuori posto, spostarle dai luoghi comuni, dalle abitudini, osservarle da punti di vista nuovi, da angolazioni scomode, soprattutto per la coscienza, e intravederne la verità, le cose giuste da fare.

La lettura de “L’ordine del vento” è un profondo smarrirsi, fino a toccare le corde dell’anima, la purezza dell’animo umano: un coro che non va mai a tempo, né sa cos’è una durata, ma che in modo incomprensibile il tempo lo rispetta.

Un libro scritto in maniera semplice e fiabesca allo stesso modo, perla vera in questo mare magnum librorum, paragonabile soltanto a capolavori sud-americani quali “La casa degli spiriti” e “Cent’anni di solitudine”. Storie di un sud che è realismo magico, più che un punto cardinale.

recensione di Raffaele Niro

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