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CHARING CROSS ROAD (Librerie Fiduciarie)

Libreria Editrice CS - Cooperativa Studi s.c.r.l. - Via Ormea, 69 - 10125 Torino

www.arpnet.it/cs - e.mail coopstudi@inwind.it, cs@arpnet.it - tel. 011/6503158 - fax 011/6503502

Orari: lunedì 14.00/19.00; da martedì a venerdì 9.00/19.00; sabato 9.00/13.00 - 15.00/19.00

Responsabile: Massimo Citi

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La CS esiste! Non è così scontato dirlo.

La C.S. è una libreria editrice ma è anche una cooperativa. È una cooperativa libraria editrice, o una libreria cooperativa editrice, o un'editrice libraria cooperativa, o una cooperatrice...

Dov'eravamo rimasti? Ah, sì. Una cooperativa.

Nata nel 1976 per iniziativa di un gruppo di studenti, pubblicava allora dispense a prezzo politico per gli studenti della facoltà di Medicina e Chirurgia di Torino.

Non eravamo in un bel posto. D'altro canto non è che la facoltà di Medicina di Torino sia un bel posto.

L'unico luogo possibile che avessimo scovato per mettere una cooperativa libraria era al quarto piano di un edificio di inizio '900. Avevamo scaffali zincati, una moquette ottenuta cucendo insieme zerbini consumati e un tetto che lasciava passare l'acqua. Per arrivare alla CS bisognava farsi quattro piani di scale e l'ultima rampa ne valeva due.

Già soltanto issare i libri fino al quarto piano per tentare di venderli era un'impresa che dimostrava la nostra fondamentale mancanza di senso degli affari.

La nostra comparsa sul "mercato" non lasciò comunque indifferenti le librerie preesistenti. Infatti avemmo, nonostante tutto, enormi difficoltà nel riuscire a comprare i libri.

E una volta comprati bisognava anche trasportarli.

E una volta trasportati bisognava venderli, a prezzo politico.

E sperare che non piovesse.

Almeno non troppo forte.

 

Uno di noi aveva un cucciolo di pastore tedesco, di nome Fidel.

Come molti cuccioli tendeva a ingoiare qualsiasi cosa e quindi a emetterlo in qualche modo.

Come molti cuccioli faticava a trattenere il suo entusiasmo.

Insomma i libri da noi correvano davvero molti rischi.

 

Avevamo una clientela molto motivata. Un po' dagli sconti, un po' dalla fiducia in un mondo migliore. Anche noi speravamo in un mondo migliore. All'epoca non c'era ancora Berlusconi, soltanto Fanfani e Cossiga. Le stragi, la strategia della tensione, l'Italia dei misteri.

Noi vendevamo senza guadagnarci un picco o quasi.

E poi pioveva spesso.

 

Nel 1981 decidemmo di darci una regolata. Qualcuno di noi cominciava a pensare che vendere libri fosse una discreta prospettiva per la vita. Forse era soltanto stanco di trascinare libri per quattro piani. Planammo così in Via Ormea, dove siamo tuttora.

Dovemmo comprare degli scaffali che non sembrassero quelli di una cantina, mettere una moquette un po' più decente, cercare di ricavare dei soldi dalla nostra attività.

Non che fosse facile. Ce ne accorgemmo dopo aver collezionato ciò che aridamente viene detto "perdite di esercizio" per anni e anni.

Tra gli altri librai continuavamo a non essere popolari.

C'era qualcuno che si impegnava a fare sempre un po' più dello sconto che riuscivamo a fare noi. Ma noi avevamo una clientela motivata. Una clientela motivata e una montagna di perdite.

 

Non è un bel modo di presentare una libreria, lo sappiamo bene.

Ma vorremmo non scrivere la solita storia della libreria giovane, fresca, felice, nata e cresciuta in un luogo ameno.

Questa è una libreria nata in un postaccio e cresciuta scarna e cattiva. Molto cattiva.

 

Quando i librai della zona decisero di lasciar perdere cominciarono le fotocopie.

Una delle caratteristiche più stupide della specie umana - in particolare degli studenti - è il pensare che si possa comprare tutto per 1 euro. Non è per fare gli odiosi, ma un libro scientifico (se vuole essere scientifico) costa un pacco di soldi. Costa un pacco di soldi SCRIVERLO, TRADURLO, CORREGGERLO, CONTROLLARLO. Non la rilegatura o la carta patinata.

Ma i furbetti fotocopiano.

E gli editori aumentano il prezzo di copertina.

E i furbetti fotocopiano anche di più.

E gli editori.

E i furbetti.

Alla fine un libro non si fa più. Editore, libraio e autore cambiano mestiere. Si deve studiare sui libri in inglese, direttamente.

Non sai l'inglese? Cavoli tuoi.

Pàgati un corso.

Anzi, fattelo pagare dai furbetti.

 

Intanto la CS campa. Si inventa un sacco di storie. Vende anche libri poco o per niente universitari.

Ma c'è un problema: quasi tutte le idee che vengono costano quasi di più di quello che rendono.

Tra le tante cose che ci siamo inventati c'è anche LN - LibriNuovi. Non è un affare d'oro, chiaro. Vi ricordate la libreria pensile come i giardini di Babilonia? Non vorrete mica che sia venuta un'idea redditizia, A NOI?

Ma LN - LibriNuovi è divertente. Ci qualifica. Ha un po' della nostra anima. È scarno e cattivo. È praticamente un figlio, per noi e la CS.

 

Siamo al 2007.

LN - LibriNuovi cresce piano ma cresce. Ormai vendiamo soprattutto libri da leggere. Il mondo è pieno di furbetti, infatti c'è gente come Berlusconi che non solo continua a girare a piede libero ma si presenta persino alle elezioni. Magari le vince, persino.

A parte questo, vendiamo un po' dei libri che amiamo, adesso. Perché ci piace leggere, ci è sempre piaciuto.

Ci piace consigliarli e sconsigliarli.

Non siamo un supermercato. Teniamo parecchi titoli che "non tirano", ma che a qualcuno interessano. Per la verità troppi titoli per avere una gestione sanamente redditizia. Quasi come una biblioteca. Però siamo contenti quando qualcuno dice: "L'ho trovato, non ce l'aveva nessuno!" Contentissimi. Un po' meno contenti quando prendiamo lo stipendio.

 

Comunque non siamo in perdita. Di meglio non riusciamo a fare.

Non è vero, però. Adesso abbiamo anche un sito internet. Praticamente fantascienza a pensarci nel 1976. Così la CS ha più di trent'anni, un figlio e un sacco di genitori. Noi e la clientela motivata.

Non sembra molto edificante a dirlo così.

Già, ma questa non è la storia di una libreria per bene.

 

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Rudi Mathematici

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