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dal blog di Gianni Iannantuoni

http://chirano.ilcannocchiale.it/

A placarmi il cuore una volta ero capace.

 

Mi bastava, in giornate come queste, uscire sotto un cielo in lacrime a lasciarmi piangere tra i capelli. Attendere che le foglie bagnate dell’argine, sotto il peso dei miei passi, liberassero l’aroma antico. Respirare la pioggia e rabbrividire. Il fiume crespo e quella voglia di pianto benefico. Con loro giungeva la calma.  

Mi bastava, nella nebbia, lasciare l’autostrada e infilare la strada più stretta, verso l’interno del Polesine. Perdermi, aspettando che comparisse dal nulla la meraviglia di un campanile sconosciuto o la carcassa di un vecchio trattore. Entrare in un bar piccolo denso di fumo, mescolare il caffè osservando gli anziani e spiando tracce di vita tra le loro rughe. Camminando alla ricerca di una cassetta postale il cuore cominciava a placarsi, e quando imbucavo la cartolina, mi sentivo meglio. “Sulla Terra non si sta poi male, ma voi da lassù, mi mancate. Un bacio!”.  

Mi bastava percorrere con la punta delle dita, le vene in rilievo della tua mano bianca. Seguirle lungo il tuo braccio esile e vederle incunearsi e perdersi nel mistero del tuo corpo. Trovarmi d’improvviso le dita intrecciate ai tuoi capelli, intrappolate in una dolce ragnatela. Il tuo sorriso suscitato placava le mie tempeste meglio d’ogni altra cosa.  

 

Oggi non è così. Tutto questo non basta più.

 

“Vuoi fare a modo tuo? Sei stanco di essere domato? Vuoi qualcosa di eclatante? Vai al diavolo. Come cuore non sei mai stato un granchè. Due calci al pallone o quattro bracciate in acqua e già mi veniva l’affanno..”  

 

“Anch’io a volte parlo con questi alberi. Sono cedri del Libano, lo sa? Questi avranno 80/100 anni. Ce ne volevano 2000 di questi alberi per costruire una nave nei cantieri della Repubblica Veneziana. Erano una sorta di tesoro per il Libano. Provi ad immaginare… duemila di questi giganti. Non è incredibile?”

 

L’uomo con il cappello di loden, con tanto di piuma, mi sorride e si allontana da me e dai due giganteschi cedri del libano. Che ci faceva qui nel prato della chiesa, sotto questa pioggia fredda? Era forse un angelo? Provo ad abbracciare l’albero, non cingo nemmeno metà del tronco. Duemila di questi giganti per una nave, per un guscio di noce nell’oceano. Forse non sono troppo vecchio per terminare la mia nave.