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A
placarmi il cuore una volta ero capace.
Mi
bastava, in giornate come queste, uscire sotto un cielo in lacrime a
lasciarmi piangere tra i capelli. Attendere che le foglie bagnate
dell’argine, sotto il peso dei miei passi, liberassero l’aroma
antico. Respirare la pioggia e rabbrividire. Il fiume crespo e
quella voglia di pianto benefico. Con loro giungeva la calma.
Mi
bastava, nella nebbia, lasciare l’autostrada e infilare la strada
più stretta, verso l’interno del Polesine. Perdermi, aspettando
che comparisse dal nulla la meraviglia di un campanile sconosciuto o
la carcassa di un vecchio trattore. Entrare in un bar piccolo denso
di fumo, mescolare il caffè osservando gli anziani e spiando tracce
di vita tra le loro rughe. Camminando alla ricerca di una cassetta
postale il cuore cominciava a placarsi, e quando imbucavo la
cartolina, mi sentivo meglio. “Sulla
Terra non si sta poi male, ma voi da lassù, mi mancate. Un
bacio!”.
Mi
bastava percorrere con la punta delle dita, le vene in rilievo della
tua mano bianca. Seguirle lungo il tuo braccio esile e vederle
incunearsi e perdersi nel mistero del tuo corpo. Trovarmi
d’improvviso le dita intrecciate ai tuoi capelli, intrappolate in
una dolce ragnatela. Il tuo sorriso suscitato placava le mie
tempeste meglio d’ogni altra cosa.
Oggi
non è così. Tutto questo non basta più.
“Vuoi
fare a modo tuo? Sei stanco di essere domato? Vuoi qualcosa di
eclatante? Vai al diavolo. Come cuore non sei mai stato un granchè.
Due calci al pallone o quattro bracciate in acqua e già mi veniva
l’affanno..”
“Anch’io
a volte parlo con questi alberi. Sono cedri del Libano, lo sa?
Questi avranno 80/100 anni. Ce ne volevano 2000 di questi alberi per
costruire una nave nei cantieri della Repubblica Veneziana. Erano
una sorta di tesoro per il Libano. Provi ad immaginare… duemila di
questi giganti. Non è incredibile?”
L’uomo
con il cappello di loden, con tanto di piuma, mi sorride e si
allontana da me e dai due giganteschi cedri del libano. Che ci
faceva qui nel prato della chiesa, sotto questa pioggia fredda? Era
forse un angelo? Provo ad abbracciare l’albero, non cingo nemmeno
metà del tronco. Duemila di questi giganti per una nave, per un
guscio di noce nell’oceano. Forse non sono troppo vecchio per
terminare la mia nave.
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