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Intervista a Veruska Armonioso 

(a cura di Dimitri Fulignati)

Preambolo

Un gruppo di amici, una mansarda, il calore della complicità, una bottiglia di barbera, la musica ed una candela accesa, questa intervista è nata così…  

Veruska, vorrei cominciare col chiederti una breve presentazione per i lettori del Rhymers’ Club. Veruska Armonioso come descriverebbe Veruska Armonioso (un inizio alla Marzullo…)?

 

Come presenterei Veruska…vediamo.. ‘giovane “raccontastorie” romana con una forte attitudine alla vita, alla passione e al divertimento. Ah! Bisogna mettere anche ‘incorregibile combina guai’ perché come produco casini io non li produce nessuno!

 

 

“Pescatori di lune” edito da Palomar è il tuo primo romanzo, ce ne vorresti parlare?

 

Pescatori di Lune è un romanzo del filone ‘intimista’ che racconta un anno di vita di cinque ragazzi quasi trentenni alla ricerca della propria ‘luna’. Ha l’ambizione di lanciare, tra un sorriso e una lascrima, dei messaggi per me importanti e di valorizzare alcuni tra gli ultimi valori che ci è ancora concesso di tenere stretti: la forza, io dico sempre “eroica”, dell’amicizia, il calore rassicurante della famiglia e l’Amore per noi stessi e per gli altri, che è sempre così complicato da perseguire!

 

Quali autori ed autrici hanno avuto un ruolo preponderante per la tua formazione artistica?

 

Mike Gayle, il mio mito! Ma come dimenticare Fitzgerald e la sua capacità di ‘ accarezzare la gente con le parole’, gli arguti e intrigantissimi dialoghi di Jane Austen ( non dimentichiamo che il celeberrimo ‘Orgoglio e Pregiudizio’ fu scritto nel 1797 e i suoi dialoghi, con le dovute rivisitazioni spazio- temporali, potrebbero essere tranquillamente inseriti nella sceneggiatura di un odierno ‘Grey’s Anatomy’!) Adoro ridere, ma anche pensare. Amo l’estetica delle parole e mi emoziona osservare l’uso, la scelta e gli accostamenti che le persone fanno delle parole. Quindi traggo formazione e ispirazione da libri sì, ma anche da sceneggiature e canzoni. Pensa che ho terminato la stesura del mio ultimo libro sotto l’effetto ispirante del cd “Contraddizioni” di Pier Cortese…un bagno nel mascarpone!

 

Come nasce in te la creazione di un libro, come descriveresti la tua gestazione letteraria?

 

Domanda rischiosa…potrebbe leggere il mio editore e sarebbero guai! Lo so che, come dicono in tanti,  ‘la scrittura è costanza e impegno’, ma c’è una differenza sostanziale tra la creatività, che può essere ricercata e quindi indotta e ‘sollecitata’ e l’arte, che presuppone la presenza dell’ispirazione e l’ispirazione, si sa, arriva quando vuole lei. Bisogna essere pronti a prenderla al volo, che nel mio caso vuol dire fermarla su carta se si riesce, o nella mente e nel cuore quando a portata di mano hai solo i tuoi sensi. E’ come se passassi i tuoi ‘nove mesi’ raccogliendo e assorbendo vita, amore, emozione, passione. Poi arriva il giorno del ‘parto’ e tiri fuori tutto. A volte ci vogliono settimane, altre volte mesi, ma è un fiume in piena ormai, inarginabile! Ecco… faccio grandi chiuse e scompaio dalla circolazione per un po’ in quei periodi, perché la solitudine è una condizione sine qua non, però ho amici comprensivi!

 

Quali sono i luoghi, reali o immaginari, della tua esistenza dei quali non puoi o non vuoi fare a meno?

 

Il giardino dietro alla fontana ai piedi del Gianicolo, Ponte Milvio a notte fonda, Campo dei Fiori la mattina alle cinque e mezzo quando passa il camioncino della nettezza urbana per le pulizie. Ma anche la spiaggia di Marina di San Nicola, Neil’s Yard e il bar vegetariano, la fermata della metropolitana di St. John’s Wood a Londra, il tramonto sul pontile di Key West e la mia mansarda a Varese durante le cene ‘enologiche’ con i miei Amici.

 

Quali sono state e quali sono tuttora le difficoltà che può incontrare una giovane scrittrice che vuole tentare di affermarsi nell’impervio universo culturale italiano, così chiuso e inaccessibile ai più?

 

La completa assenza di spazio. In realtà non manca solo lo spazio per emergere che, per un artista, non dovrebbe essere prioritario; manca lo spazio  per potersi esprimere. Mancano ‘luoghi’ dove poter fare arte, parlare, confrontarsi, condividere. Manca lo spazio per poter veicolare un pensiero, un messaggio, che per uno scrittore, come per ogni artista, risulta essere la necessità primaria. Io mi reputo fortunata, al di là del numero di copie vendute che innegabilmente da grande soddisfazione, soprattutto per le tante presentazione che sono riuscita a fare e che sto continuando a fare, per le persone con cui ho avuto la fortuna di poter interagire, per aver avuto il privilegio di poter dire la mia. Ho avuto lo spazio per poter lanciare il mio messaggio. Questo è il massimo.    

 

Come dovrebbe essere il tuo lettore ideale?

 

Scrivi sempre quello che vorresti leggere, o almeno a me capita così! Quindi il mio lettore ideale dovrebbe essere un po’ come me, pronto a farsi investire dallo Scirocco, a braccia aperte e occhi chiusi, ma soprattutto, col sorriso sulle labbra!

 

So che stai per terminare il tuo secondo romanzo, ti andrebbe di anticiparci qualcosa in merito?

 

Sarà un ‘omaggio’ trasversale al circuito del ‘book crossing’ che mi ha ‘accolta’ tra le sue braccia con calore a pazienza! Non sarà propriamente un romanzo, ma non posso rivelare altro! Posso dire però che è di un avvincente pazzesco e che scriverlo mi è piaciuto tantissimo!

 

Un’ipotetica colazione tra te e Mike Gayle in un prato nella campagna inglese, come la descriveresti?

 

Oddio, scusa ma non riesco a smettere di ridere! Questa è una di quelle domande ‘strane’ che nessuno mi ha mai fatto e a cui avrei sempre desiderato rispondere! Mike ed io…wow…poi in una campagna inglese! Diciamo che ci vedo di più su un prato a Regent’s Park, seduti a mangiare un club Sandwich e a bere una Slalom. Immagino grandi risate, lui che parla incessantemente ed io, straordinarimente in silenzio (e da questo si evince che è un sogno, perché nella realtà non starei zitta un attimo!), col registratorino puntato verso la sua bocca! (chiaramente dietro un albero alle nostre spalle ci sarebbero la mia amica Elena a riprendere tutto con la telecamera e la mia amica Sara ed appuntare su carta tutti i nostri ‘movimenti’!)

 

Un’ultima domanda, promettendo di organizzare una cena enologica a casa tua a mie spese insieme ad Ilaria, Sara ed Elena, naturalmente. Potresti dedicare un tuo pensiero, una tua massima agli amici del Rhymers’ Club?

 

Vi dedico ‘l’apertura’ del mio prossimo libro, sperando che sia di buon auspicio…

“Scelgo di ‘vedere’ tutto per riuscire a ricordare almeno un po’.                                                         

Scelgo di respirare tutti gli odori per riuscire ad evocare la memoria del cuore il più in là possibile nel tempo. Scelgo di ridere, tanto e spesso, per non avere rimpianti quando mi troverò a dover piangere.

Scelgo di non rinunciare a NESSUNA delle emozioni che mi verrà concessa e di lasciarmi investire da ogni ondata di ‘ARIA’ che arriverà, perché quando finiranno i chilometri nei miei piedi VOGLIO poter dire di avere davvero vissuto”

…e per la cena porta pure vino rosso, fermo. Grazie!

 

 

www.veruskaarmonioso.com

 

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Rudi Mathematici

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