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Veruska,
vorrei cominciare col chiederti una breve presentazione per i
lettori del Rhymers’ Club. Veruska Armonioso come descriverebbe
Veruska Armonioso (un inizio alla Marzullo…)?
Come
presenterei Veruska…vediamo.. ‘giovane “raccontastorie”
romana con una forte attitudine alla vita, alla passione e al
divertimento. Ah! Bisogna mettere anche ‘incorregibile combina
guai’ perché come produco casini io non li produce nessuno!
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“Pescatori
di lune” edito da Palomar è il tuo primo romanzo, ce ne
vorresti parlare? |
Pescatori
di Lune è un romanzo del filone ‘intimista’ che racconta un
anno di vita di cinque ragazzi quasi trentenni alla ricerca della
propria ‘luna’. Ha l’ambizione di lanciare, tra un sorriso e
una lascrima, dei messaggi per me importanti e di valorizzare alcuni
tra gli ultimi valori che ci è ancora concesso di tenere stretti:
la forza, io dico sempre “eroica”, dell’amicizia, il calore
rassicurante della famiglia e l’Amore per noi stessi e per gli
altri, che è sempre così complicato da perseguire!
Quali
autori ed autrici hanno avuto un ruolo preponderante per la tua
formazione artistica?
Mike
Gayle, il mio mito! Ma come dimenticare Fitzgerald e la sua capacità
di ‘ accarezzare la gente con le parole’, gli arguti e
intrigantissimi dialoghi di Jane Austen ( non dimentichiamo che il
celeberrimo ‘Orgoglio e Pregiudizio’ fu scritto nel 1797 e i
suoi dialoghi, con le dovute rivisitazioni spazio- temporali,
potrebbero essere tranquillamente inseriti nella sceneggiatura di un
odierno ‘Grey’s Anatomy’!) Adoro ridere, ma anche pensare. Amo
l’estetica delle parole e mi emoziona osservare l’uso, la scelta
e gli accostamenti che le persone fanno delle parole. Quindi traggo
formazione e ispirazione da libri sì, ma anche da sceneggiature e
canzoni. Pensa che ho terminato la stesura del mio ultimo libro
sotto l’effetto ispirante del cd “Contraddizioni” di Pier
Cortese…un bagno nel mascarpone!
Come
nasce in te la creazione di un libro, come descriveresti la tua
gestazione letteraria?
Domanda
rischiosa…potrebbe leggere il mio editore e sarebbero guai! Lo so
che, come dicono in tanti, ‘la
scrittura è costanza e impegno’, ma c’è una differenza
sostanziale tra la creatività, che può essere ricercata e quindi
indotta e ‘sollecitata’ e l’arte, che presuppone la presenza
dell’ispirazione e l’ispirazione, si sa, arriva quando vuole
lei. Bisogna essere pronti a prenderla al volo, che nel mio caso
vuol dire fermarla su carta se si riesce, o nella mente e nel cuore
quando a portata di mano hai solo i tuoi sensi. E’ come se
passassi i tuoi ‘nove mesi’ raccogliendo e assorbendo vita,
amore, emozione, passione. Poi arriva il giorno del ‘parto’ e
tiri fuori tutto. A volte ci vogliono settimane, altre volte mesi,
ma è un fiume in piena ormai, inarginabile! Ecco… faccio grandi
chiuse e scompaio dalla circolazione per un po’ in quei periodi,
perché la solitudine è una condizione sine qua non, però ho amici
comprensivi!
Quali
sono i luoghi, reali o immaginari, della tua esistenza dei quali non
puoi o non vuoi fare a meno?
Il
giardino dietro alla fontana ai piedi del Gianicolo, Ponte Milvio a
notte fonda, Campo dei Fiori la mattina alle cinque e mezzo quando
passa il camioncino della nettezza urbana per le pulizie. Ma anche
la spiaggia di Marina di San Nicola, Neil’s Yard e il bar
vegetariano, la fermata della metropolitana di St. John’s Wood a
Londra, il tramonto sul pontile di Key West e la mia mansarda a
Varese durante le cene ‘enologiche’ con i miei Amici.
Quali
sono state e quali sono tuttora le difficoltà che può incontrare
una giovane scrittrice che vuole tentare di affermarsi
nell’impervio universo culturale italiano, così chiuso e
inaccessibile ai più?
La
completa assenza di spazio. In realtà non manca solo lo spazio per
emergere che, per un artista, non dovrebbe essere prioritario; manca
lo spazio per potersi esprimere. Mancano ‘luoghi’ dove poter fare
arte, parlare, confrontarsi, condividere. Manca lo spazio per poter
veicolare un pensiero, un messaggio, che per uno scrittore, come per
ogni artista, risulta essere la necessità primaria. Io mi reputo
fortunata, al di là del numero di copie vendute che innegabilmente
da grande soddisfazione, soprattutto per le tante presentazione che
sono riuscita a fare e che sto continuando a fare, per le persone
con cui ho avuto la fortuna di poter interagire, per aver avuto il
privilegio di poter dire la mia. Ho avuto lo spazio per poter
lanciare il mio messaggio. Questo è il massimo.
Come
dovrebbe essere il tuo lettore ideale?
Scrivi
sempre quello che vorresti leggere, o almeno a me capita così!
Quindi il mio lettore ideale dovrebbe essere un po’ come me,
pronto a farsi investire dallo Scirocco, a braccia aperte e occhi
chiusi, ma soprattutto, col sorriso sulle labbra!
So
che stai per terminare il tuo secondo romanzo, ti andrebbe di
anticiparci qualcosa in merito?
Sarà
un ‘omaggio’ trasversale al circuito del ‘book crossing’ che
mi ha ‘accolta’ tra le sue braccia con calore a pazienza! Non
sarà propriamente un romanzo, ma non posso rivelare altro! Posso
dire però che è di un avvincente pazzesco e che scriverlo mi è
piaciuto tantissimo!
Un’ipotetica
colazione tra te e Mike Gayle in un prato nella campagna inglese,
come la descriveresti?
Oddio,
scusa ma non riesco a smettere di ridere! Questa è una di quelle
domande ‘strane’ che nessuno mi ha mai fatto e a cui avrei
sempre desiderato rispondere! Mike ed io…wow…poi in una campagna
inglese! Diciamo che ci vedo di più su un prato a Regent’s Park,
seduti a mangiare un club Sandwich e a bere una Slalom. Immagino
grandi risate, lui che parla incessantemente ed io,
straordinarimente in silenzio (e da questo si evince che è un
sogno, perché nella realtà non starei zitta un attimo!), col
registratorino puntato verso la sua bocca! (chiaramente dietro un
albero alle nostre spalle ci sarebbero la mia amica Elena a
riprendere tutto con la telecamera e la mia amica Sara ed appuntare
su carta tutti i nostri ‘movimenti’!)
Un’ultima
domanda, promettendo di organizzare una cena enologica a casa tua a
mie spese insieme ad Ilaria, Sara ed Elena, naturalmente. Potresti
dedicare un tuo pensiero, una tua massima agli amici del Rhymers’
Club?
Vi
dedico ‘l’apertura’ del mio prossimo libro, sperando che sia
di buon auspicio…
“Scelgo
di ‘vedere’ tutto per riuscire a ricordare almeno un po’.
Scelgo
di respirare tutti gli odori per riuscire ad evocare la memoria del
cuore il più in là possibile nel tempo. Scelgo di ridere, tanto e
spesso, per non avere rimpianti quando mi troverò a dover piangere.
Scelgo
di non rinunciare a NESSUNA delle emozioni che mi verrà concessa e
di lasciarmi investire da ogni ondata di ‘ARIA’ che arriverà,
perché quando finiranno i chilometri nei miei piedi VOGLIO poter
dire di avere davvero vissuto”
…e
per la cena porta pure vino rosso, fermo. Grazie!
www.veruskaarmonioso.com
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